Ho due miliardi di lire, che faccio?

+ 42
+ 37


Imprenditore si rivolge al legale. La Consulta potrebbe dargli una chance
Avete in casa un gruzzoletto di vecchie lire e non sapete che farci? Magari in banca anni fa vi dissero che il loro corso si era esaurito e che non potevate più trasformarle in euro. A meno che vogliate conservarle come ricordo, avete invece ancora alcune settimane di tempo per effettuare la conversione, anche se su questo argomento l’informazione non è certo tambureggiante. E nemmeno il governo si dà da fare più di tanto per pubblicizzarlo, ed è comprensibile, considerando le cifre in gioco e il possibile salasso per le casse dello Stato. La novità viene da una decisione della Consulta presa nel novembre 2015, ma partiamo dall’inizio. Inizialmente il termine fissato per la conversione era quello del 28 febbraio 2012, senonché il governo Monti, per migliorare il bilancio 2011, decise di anticipare i termini di tre mesi. Un decisione contestata da alcune associazioni di consumatori, tra le quali Aduc. La decisione è stata presa dalla Corte Costituzionale, che ha giudicato illegittima la prescrizione anticipata decisa da Monti, in quanto viola nientemeno che l’art. 3 della Costituzione. I nuovi termini sono stati fissati al 28 gennaio 2016. La confusione però continua a regnare sovrana: non è detto che rivolgendovi alla Banca d’Italia possiate ottenere immediatamente la conversione. Potrebbe essere necessaria una legge ad hoc. Nel frattempo però si consiglia ai cittadini interessati di non attendere, e di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno (oppure con posta elettronica certificata) a una delle filiali della Banca d’Italia per la domanda di cambio. Il modulo è scaricabile su alcuni siti delle associazioni, tra le quali quello dell’Aduc. A decisione presa, nel 2012 Bankitalia calcolò il numero di banconote ancora in circolazione. Per la precisione 300mila pezzi da 500mila lire, 12 milioni di pezzi da 100mila lire, 7,4 milioni da 50mila lire, 40,6 milioni da 10mila lire, 30,9 milioni da 5000 lire, 21,6 milioni di 2000 lire e 196 milioni da 1000 lire. E senza contare le tante monete, per le quali non sono mai stati fatti i conti. Una cifra che si attesta attorno a 1 miliardo e 300 milioni di euro. Secondo alcune interpretazioni, il diritto a riscuotere rimarrebbe solo per coloro che entro il 28 febbraio 2012 inoltrarono comunque domanda, in ritardo rispetto alla decisione di Monti ma entro i termini inizialmente previsti.

Ma per molti altri ognuno può ancora farlo, in quanto la prescrizione anticipata avrebbe potuto scoraggiare chi avesse avuto comunque intenzione di provvedere entro quella data. Meglio dunque mettersi al sicuro e inviare la domanda, nell’attesa della decisione (pure questa suscettibile comunque di ricorso) del Ministero dell’Economia. La maggior parte delle persone che ha mantenuto le vecchie lire lo ha fatto per conservare pezzi di storia, e si tratta di cifre irrisorie. In alcuni casi addirittura il valore corrente di certe banconote (collezionate) potrebbe superare quello del cambio. Ma ci sono non pochi casi di persone che negli ultimi anni hanno ritrovato banconote magari nascoste in materassi ereditati o tra i mattoni delle abitazioni dei loro cari. I casi anche recentemente segnalati dalla cronaca sono numerosi, alcuni dei quali clamorosi. Ne abbiamo scovato uno, questo completamente inedito, che ci racconta un noto avvocato, del foro di Brescia ma spesso impegnato anche a Cremona, Walter Ventura: «Alcuni anni fa ricordo che mi si presentò un imprenditore dicendomi di avere una ingente cifra, quasi due miliardi di vecchie lire, in Germania, e voleva sapere se fosse stato ancora possibile convertirli in euro. La decisione del governo Monti fece scemare la cosa, in quanto le tasse da pagare per rimpatriare quella cifra erano elevate, e valeva a pena agire solo se ci fossero state concrete speranze di venire in possesso degli euro. A questo punto le cose potrebbero cambiare, anche se va detto che ogni singolo caso potrebbe essere trattato diversamente. Credo che non ci sia certezza che chiunque faccia ricorso possa ottenere il risultato, ma certo si apre una prospettiva interessante ».


dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su